Le nostre escursioni tra storia e natura
Sopra un cucuzzolo dei Monti Ausoni, che separano la Piana di Fondi dalla vallata di Vallecorsa, sorgono silenti e misteriosi ruderi avvolti dalla vegetazione. Si tratta delle rovine del villaggio medievale fortificato di Acquaviva dall’invidiabile panorama di cui abbiamo già parlato sulla nostra pagina Facebook. Ciò che resta di quel borgo sono: la cinta muraria, i bastioni, le cisterne dell’acqua e alcune mole in pietra per la macinazione delle olive.
Acquaviva viene chiamata anche “Vallecorsa Vecchia”. Molti ritengono che l’attuale paese sia stato fondato dagli abitanti del borgo di Acquaviva dopo averlo abbandonato. In realtà, Vallecorsa esisteva già da secoli infatti è certo che nel 1469, quando Acquaviva, dai Signori di Fondi, alla famiglia Colonna, fosse già disabitata. Al massimo poteva essere rifugio per qualche pastore.
ACQUAVIVA TRA I MONUMENTI NATURALI D’ITALIA
Il sito nel 2004 è stato nominato dalla Regione Lazio “Monumento naturale” poiché si presenta come un ambiente caratterizzato da numerosi ruderi avvolti da vegetazione. Il motivo è anche legato alla meravigliosa vista che spazia dai Monti Ausoni alla Piana di Fondi sino alla linea costiera del Mar Tirreno con le Isole Pontine sullo sfondo.
I ruderi, sono raggiungibili grazie ad un sentiero sistemato nel 2009, si trovano vicino l’antico confine tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato della Chiesa. Infatti durante il tragitto si incontrano ancora vecchi cippi di confine in pietra del 1847, con, da un lato, il “Giglio” dei Borboni e dall’altro le “Chiavi di San Pietro”.
LA FORTEZZA, GIULIA GONZAGA E BARBAROSSA
La definitiva trasformazione nell’ ammasso di rovine è da ricondursi alle vicende relative al tentativo di rapimento nel 1543, della bellissima Giulia Gonzaga (1513-1566). Celebre mecenate nella Corte di Fondi di Torquato Tasso e vedova di Vespasiano Colonna (1528), che venne ghermita dal famigerato pirata musulmano Khair ed Din.
Khair ed Din, figlio di un rinnegato greco cristiano, famoso per il soprannome di “Barbarossa”. Signore incontrastato di tutti i pirati e corsari che nel 1543 infestavano, inalberando la Mezzaluna, le acque del Mar Mediterraneo. Si racconta che mentre veleggiava lungo la costa laziale venne a sapere che nel castello di Fondi si trovava una bellissima nobildonna: Giulia Gonzaga.
Il corsaro non ci pensò due volte a tentare di rapire la duchessa. Dopo aver saccheggiato ed incendiato la vicina Sperlonga, nella notte tra l’8 ed il 9 agosto 1534, assaltò la città. Ma Giulia Gonzaga, prima che i barbari entrassero nel castello, riuscì a mettersi in salvo con una sfrenata cavalcata verso Vallecorsa, per poi trovare rifugio a Roma. I pirati saccheggiarono Fondi e probabilmente si spinsero sino ad Acquaviva, ormai indifesa, incendiandola.
I MISTERI DI ACQUAVIVA
Del passato più remoto di Acquaviva non si sa praticamente nulla, ragionando per ipotesi, si ritiene che sia stata fondata attorno all’Anno Mille. Poche le citazioni in documenti coevi. Se ne trova menzione nel lascito che, nel 1073, il Duca di Fondi fece all’Abbazia benedettina di Montecassino. Poi ricompare nell’inventario (1491-1493) di Onorio II Caetani di Fondi.
Il sito diruto di Acquaviva, affascina ancora oggi con la sua aura di mistero, immerso in un silenzio secolare tra asparagi e mentuccia, viene disturbato soltanto dal soffio del vento, che si insinua tra le antiche mura, i bastioni e le diverse cisterne.
Proponiamo questo percorso con l’intento di voler avvicinare la mente del viaggiatore moderno ai nostri paesaggi e ancor di più il cuore di chi vuole instaurare un legame con la nostra storia e la nostra cultura. Visita la pagina dedicata al pacchetto trekking per la tua esperienza libera a contatto con la natura.